Afghanistan Sguardi e Analisi

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Afghanistan: Sguardi e analisi" è un progetto aperto finalizzato a comprendere e discutere le ragioni - e le possibili soluzioni - dei conflitti afghani.

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giovedì 6 giugno 2013

Diario afghano - eventi di Aprile


  • 1 aprile – Il governo Afghano ha espresso la propria preoccupazione in riferimento all’avvio unilaterale del rafforzamento militare delle frontiere da parte del Pakistan al confine con la provincia afghana di Nangarhar. Una formale protesta da parte di Kabul è stata formulata attraverso il canale diplomatico.
  • 4 aprile – Cina e Russia hanno avviato una consultazione con il Pakistan per discutere sulla sicurezza in Afghanistan in previsione del disimpegno da parte della Coalizione a guida statunitense nel 2014. L’incontro trilaterale è seguito a un’analoga iniziativa che ha visto la partecipazione dei consiglieri alla sicurezza di India, Cina, e Russia (Mosca, 21 febbraio) 
  • 7 aprile – Nell’ottica strategica di giocare un ruolo di primo piano nell’Afghanistan post-NATO, la Cina ha riaperto presso l’università di Kabul il «Confucius Institute» (chiuso per motivi di sicurezza nel 2011), per l’insegnamento della lingua cinese agli studenti afghani. 
  • 11 aprile – Il leader dei taliban, mullah Muhammad Omar potrebbe partecipare alla competizione elettorale come candidato alla presidenza della Repubblica islamica dell’Afghanistan; lo ha dichiarato il presidente afghano uscente Hamid Karzai al giornale tedesco Sueddeutsche Zeitung. Anche il partito islamico Hezb-e-Islami di Gulbuddin Hekmatyar potrebbe nominare un proprio candidato; il vice presidente del partito, Ghairat Bahir – ha annunciato TOLO-Tv –, ha fatto parte di una delegazione di quattro dirigenti del movimento incontratisi a Kabul con alcuni rappresentanti politici locali. 
  •  16 aprile – Il comandante delle forze statunitensi in Afghanistan, generale Dunford, ha valutato come opportuna la permanenza in Afghanistan di un consistente contingente di truppe anche dopo la data del 2014, al fine di prevenire e contenere l’ondata di violenza che potrà seguire il disimpegno massiccio della Nato.  
  • 18 aprile – Kabul e Doha hanno siglato, in occasione della visita del presidente Karzai in Qatar, un accordo per l’apertura dell’ufficio diplomatico dei taliban nella capitale dello stato del Golfo; un ufficio, è stato precisato, destinato esclusivamente al dialogo tra il principale gruppo insurrezionale afghano e gli Stati Uniti, ma non per altre finalità. Dialogo che nell’ultimo anno non ha dato risultati positivi, nonostante il trasferimento in Qatar di un nutrito gruppo di inviati dell’Emirato islamico dei taliban all’inizio del 2012. 
  • 18 aprile – India e Cina hanno formalizzato l’avvio del dialogo sulla questione afghana in occasione del primo incontro bilaterale di Beijing. I due importanti attori regionali hanno discusso di cooperazione alla sicurezza e politica di contro-terrorismo in previsione del disimpegno della Nato dalla «combat operation».

venerdì 28 settembre 2012

Diario Afghano - Gli eventi di settembre


a cura di Claudio Bertolotti
 
Ø  2 settembre – Hamid Karzai alla ricerca del sostegno parlamentare per l’approvazione dei candidati scelti per ricoprire alcune delle posizioni governative rimaste vacanti (in seguito alla sfiducia formale dello stesso parlamento afghano), tra le quali il ministero della Difesa e degli Interni lasciati scoperti dagli sfiduciati Abdul Rahim Wardak e Bismillah Khan Mohammadi. Wardak, appena lasciato l’incarico di ministro, è stato immediatamente reinserito nella compagine governativa dallo stesso Karzai mentre Mohammadi, dall’Interno, potrebbe transitare alla Difesa. Indiscrezioni darebbero l’ex vice ministro dell’Interno, Ghulam Mujtaba Patang, al vertice dello stesso ministero.
Ø  2 settembre –  Sospesa l’attività di sostegno alle forze di sicurezza locali (Afghan Local Police). La decisione del comandante dell’American Special Operations command di sospendere le attività di addestramento alle forze di polizia locale è stato il primo significativo (e formale) colpo alla controversa quanto fallimentare iniziativa di armare e addestrare le milizie locali attribuendo loro lo status (e con questo anche l’equipaggiamento e lo stipendio) di polizia. La sospensione sarebbe conseguenza, più o meno diretta, dell’aumento di attacchi di tipo green-on-blue.
Ø  3 settembre – La Wolesi Jirga, camera bassa del parlamento afghano, ha avviato una procedura di sfiducia nei confronti di Noorullah Delawari, capo della Banca centrale afghana, accusato di incompetenza.
Ø  7 settembre – Nulla osta statunitense per l’accordo di cooperazione commerciale avviato da Afghanistan, India e Iran. L’intesa dovrebbe portare a una collaborazione incentrata sui traffici commerciali e minerari da e per l’Afghanistan attraverso il porto iraniano di Chabahar.
Ø  15 settembre – dopo cinque anni di ritardi, i lavori di costruzione della «Ring Road» nella provincia di Badghis potrebbero essere riavviati. La maggior parte del tracciato sarebbe stata completata ma un tratto 213 chilometri tra Faryab e Badghis rappresenta ancora una significativa problematica a causa delle condizioni di generale insicurezza.
Ø  21 settembre – Formalmente concluso il surge statunitense con il ritiro del primo scaglione di 33.000 soldati dal teatro operativo afghano (step 1 della fase transizione).
Ø  14 settembre – L’attacco coordinato dei taliban contro la base statunitense Camp Bastion nella provincia di Helmand ha provocato la morte di due Marines e la distruzione di sei  velivoli da combattimento. L’azione è stata condotta da mujaheddin con uniformi dell’esercito statunitense e basata sulla penetrazione delle linee difensive. Il video relativo alla fase di preparazione dell’attacco è stato diffuso sul web dai taliban.
Ø  22 settembre – Kabul: avviata la censura nei confronti dei giornali pakistani, accusati di propaganda antigovernativa.
Ø  23 settembre– Kunar, instabilità e fermento politico. «Jamal», nuova coalizione politica afghana, ha dichiarato di essere preoccupata per un possibile, quanto non auspicabile, posticipo delle elezioni presidenziali in calendario nel 2014.
Ø  23 settembre – per la prima volta in cinquant’anni, un leader cinese ha effettuato una visita ufficiale in Afghanistan. In occasione dell’incontro tra Karzai e Zhou Yongkang, capo della sicurezza interna della Cina, sono stati siglati alcuni accordi preliminari in campo economico e della sicurezza in previsione del disimpegno della NATO.
Ø  24 settembre – il Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton si è incontrata con il presidente pakistano Alì Zardari, a margine del meeting dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per discutere l’auspicabile riavvio della collaborazione tra i due Paesi.

martedì 31 luglio 2012

Diario Afghano - gli eventi di luglio

a cura di Claudio Bertolotti


Ø  1 luglio – Proposta una legge per la limitazione della libertà di stampa. La bozza della nuova proposta imporrebbe significative restrizioni per i programmi televisivi stranieri – in particolare le soap-opera turche e i prodotti  cinematografici indiani di Bollywood – accusati di presentare modelli femminili troppo liberali, romantici e lontani dalle tradizioni culturali afghane.
Ø  3 luglio –  Nonostante una crisi diplomatica lontana dall’essere risolta, il Pakistan ha accettato di riaprire alla Nato le vie di comunicazione logistica con Afghanistan. Per la Nato è un risultato estremamente importante, in particolare per l’avvio della fase di disimpegno dal conflitto afghano a partire dal 2014. L’accordo tra Stati Uniti e Pakistan si sarebbe basato sul pagamento da parte di Washington di circa due miliardi di dollari in aiuti-militari. Immediata la reazione degli islamisti Pakistani che, in opposizione alla scelta governativa, hanno dato vita a una "lunga marcia" di protesta da Lahore a Islamabad.
Ø  6 luglio – L’ExxonMobil ha annunciato l’intenzione di avviare un’attività esplorativa volta all’estrazione di idrocarburi nel nord dell’Afghanistan. Una decisione che appare volta ad incentivare altre società petrolifere ad investire sulle ricchezze del sottosuolo afghano così da contenere la crescente presenza cinese nell’area.
Ø  7 luglio – Primo e significativo incontro ufficiale tra rappresentanti del governo afghano e taliban dell’Emirato islamico in occasione della conferenza sulla pace e sulla riconciliazione tenutasi a Kyoto, in Giappone. Immediata la smentita formale del portavoce dell’Emirato islamico dei taliban, Zabiullah Mujahid.
Ø  7 luglio – L’Afghanistan ha ottenuto lo status di principale alleato non-Nato degli Stati Uniti, al pari di  Israele, Giappone, Pakistan e di altri Stati asiatici e dell’Europa orientale. L’annuncio, fatto dal Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton in occasione della visita ufficiale in Afghanistan prima della Conferenza di Tokyo, confermerebbe la direzione politica strategica di Washington basata sul Strategic Partnership Agreement che garantirà una presenza sul suolo afghano di circa 10-30.000 militari statunitensi nel prossimo decennio.
Ø  8 luglio – Provincia di  Parwan: una donna di ventidue anni accusata di adulterio è stata uccisa in pubblico dai taliban (il video è stato diffuso dalla Reuters). L’evento rappresenta un fatto significativo poiché sarebbe frutto di una soluzione di compromesso tra un leader taliban locale – sposato con la donna – e un altro taliban – l’amante – i quali, anziché risolvere la questione attraverso la risoluzione tradizionale delle conflittualità, avrebbero riversato sulla donna tutte le responsabilità grazie anche al sostegno e alla complicità della comunità locale.
Ø  13 luglio – Hanifa Safi, capo regionale del Women’s affairs è stata uccisa dai taliban nell’est dell’Afghanistan con una bomba piazzata sotto la sua automobile.
Ø  14 luglio – Nel nord dell’Afghanistan, un attacco suicida in occasione di una festa nuziale ha provocato la morte di Ahmad Khan Samangani, importante politico anti-Taliban non-Pushtun, e di altri ventidue civili. L’avvenimento potrebbe portare a un’escalation di violenza a livello locale tra gruppi etnici pashtun e non-pashtun con un ruolo significativo del movimento taliban che potrebbe inserirsi come sponsor dei primi.
Ø  18 luglio – Nella provincia settentrionale di Samangan i taliban hanno portato a termine uno spettacolare attacco contro i convogli logistici della Nato distruggendo in prossimità del confine con Uzbekistan e Tagikistan ventidue veicoli pesanti carichi di carburante ed equipaggiamenti. Consistenti le ripercussioni economiche sull’economia locale.
Ø  21 luglio – Nella provincia di Kunar, nell’est del Paese, l’esercito pakistano ha sparato oltre trecento colpi di artiglieria all’interno dei confini afghani e diretti alle basi dei taliban pakistani (TTP) rifugiatisi oltreconfine. Immediata la protesta del governo afghano che non ha provocato reazioni da parte di Islamabad. 
Ø 24 luglio – Farah, il comandante della polizia di Bala Baluk unitamente a tredici poliziotti ha disertato andando a unirsi ai taliban locali portando con sé due veicoli della polizia, uniformi, equipaggiamenti e venti fucili da assalto.

martedì 24 luglio 2012

Diario Afghano - Gli eventi di giugno


4 giugno – Afghanistan e Cina hanno annunciato l’avvio di un “nuovo livello strategico” tra i due Paesi, in previsione del prossimo disimpegno della Nato.  L’annuncio è stato fatto congiuntamente dal presidente Hamid Karzai e dall’omologo cinese, Hu Jintao, in occasione del vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO) in Beijing, dove l’Afghanistan è stato invitato in qualità di osservatore.
5 giugno - Abu Yahya al-Libi, elemento di spicco dell’organizzazione al-Qa’ida è rimasto ucciso a seguito di un attacco statunitense con drone condotto in territorio pakistano.
5 giugno -  Gli Stati Uniti incoraggiano l’India ad assumere un ruolo attivo in Afghanistan. In occasione della visita del Segretario alla Difesa statunitense, Leon Panetta, Washington si è dichiarata propensa a sostenere un maggiore coinvolgimento di New Delhi nella politica regionale e in un’ottica di collaborazione strategica attiva tra Stati Uniti e India.
6 giugno – La Nato ha annunciate l’avvio di un accordo con gli Stati dell’Asia centrale per consentire il trasferimento di equipaggiamenti e materiali logistici dall’Afghanistan attraverso  l’Uzbekistan, il Kyrgyzstan, il Kazakhstan e la Russia; risolvendo così in parte i problemi causati dalla chiusura delle linee di comunicazione logistica attraverso il Pakistan.
9 giugno – Un raid aereo delle forze della Coalizione provoca la morte di 18 civili e il ferimento di alcune decine di abitanti di un villaggio. Immediata e perentoria la reazione del Governo afghano: l’attacco, una decisione unilaterale delle forze straniere, rappresenta una potenziale rottura del patto tra i due Paesi, con esplicito riferimento all’accordo che attribuirebbe a Kabul l’autorità sulle operazioni aeree (oltre ai night raid). Se solamente un altro episodio del genere dovesse avvenire, ciò sarà considerato una formale rottura dell’accordo.
12 giugno – La NATO ha annunciato di aver imposto precisi e vincolanti limiti alle operazioni aeree contro infrastrutture civili, anche nel caso di auto-protezione da parte dei soldati della Coalizione. Si tratta della risposta formale dell’Alleanza alla posizione assunta dal governo afghano a seguito dell’attacco aereo che la settimana precedente ha provocato la morte di molti civili, la maggior parte donne e bambini.
12 giugno – Gli Stati Uniti hanno sospeso i tentativi di dialogo con il Pakistan per la riapertura delle linee di comunicazione tra Afghanistan e Pakistan per i convogli logistici della  NATO. Frustrati dall’assenza di una soluzione di compromesso accettabile, Washington ha così deciso di ritirare da Islamabad la propria delegazione di negoziatori.
14 giugno – A Kabul si è tenuta la Conferenza sul futuro dell’Afghanistan. Rappresentanti di 29 paesi si sono incontrato a Kabul per la conferenza di un giorno che ha seguito il precedente incontro di Istanbul nel novembre dello scorso anno. In questa occasione sono stati discussi i possibili passi dell’Afghanistan nell’epoca post-Nato.
14 giugno – Il governo afghano, per la prima volta dalla caduta del regime dei taliban, ha sospeso un partito politico. Si tratta del “Partito della Solidarietà”, sospeso immediatamente dopo l’accusa rivolta da questo contro alcuni notabili afghani indicati quali responsabili di crimini di guerra. La reazione della società civile non si è fatta attendere e dirette accuse di limitazione delle libertà sono state rivolte direttamente al governo.
20 giugno – L’India sigla un accordo trilaterale con Stati Uniti e Afghanistan per una collaborazione strategica allargata a livello regionale. 
23 giugno – L’Afghanistan ha dato il via alla prima attività di estrazione petrolifera nella provincia di Sar-e-Pul. L’estrazione, avviata dalla China National Petroleum Corporation (CNPC), dovrebbe interessare l’intero bacino dell’Amu River, tra le province di Faryab e Sar-i-Pul.

di Claudio Bertolotti