Afghanistan Sguardi e Analisi

Afghanistan Sguardi e Analisi

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Afghanistan: Sguardi e analisi" è un progetto aperto finalizzato a comprendere e discutere le ragioni - e le possibili soluzioni - dei conflitti afghani.

mercoledì 31 ottobre 2012

CeMiSS - Quarterly Summer 2012 - Tactical mistakes and strategic consequences: the example of the afghan local police


di Claudio Bertolotti

Stato Maggiore della Difesa

CeMiSS

Quarterly Summer Afghan theater 

Tactical mistakes and strategic consequences: the example of the afghan local police

The undefined problem of the Afghan Local Police
Several media reported that allegations of abuse mount against the Afghan Local Police created in 2010 under the initiative of the General David Petraeus, at that time ISAF Commander, in areas where the Afghan National Security Forces were not able to keep control and establish security. It was a crucial aspect of the counter-insurgency doctrine, which advocated the use of local militias as a way of winning «hearts and minds» (leit motiv of the counterinsurgency theory); in other words a security organization described as «community watch with AK-47s». After two years the 20,000-person Afghan Local Police forces have repeatedly been accused of perpetrating abuses, including rapes and murders; furthermore Afghan Local Police members have periodically demanded bribes, skimmed money from contracts and committed atrocities.... read more

martedì 30 ottobre 2012

Diario Afghano - Gli eventi di ottobre


a cura di Claudio Bertolotti
 
Ø  In occasione della 67ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente afghano Hamid Karzai ha posto all’attenzione dell’ONU la necessità di cancellare dalle liste dei terroristi i leader taliban al fine di consentire un sereno processo di riconciliazione. Inoltre, Karzai ha riconosciuto il ruolo cruciale del Pakistan nel processo di riconciliazione ma ha aggiunto che i recenti incidenti registrati al confine tra i due paesi (bombardamenti dell’artiglieria pakistana) potrebbero minare i risultati ottenuti per il raggiungimento della pace.
Ø  Il generale dei marines, Joseph F. Dunford, è stato nominato dal presidente degli Stati Uniti prossimo comandante delle truppe Usa e della NATO in Afghanistan. Il generale Dunford sostituirà il generale John R. Allen che andrà a dirigere il Comando Supremo Alleato in Europa. Dunford, che vanta una lunga esperienza di guerra in Iraq, è alla sua prima missione in Afghanistan.
Ø  Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno stanziato una cifra pari a 100 milioni di dollari per la costruzione di un centro di scambio mercantile presso la città afghana di Torkham, principale crocevia commerciale collocato nella provincia di Nangarhar, al confine tra Afghanistan e Pakistan.
Ø  2 ottobre – Il disimpegno della NATO in Afghanistan potrebbe essere accelerato. La decisione potrebbe essere conseguenza dell’aumento degli attacchi denominati «green on blue» in grado di influire significativamente sul morale delle truppe straniere. Lo ha dichiarato il Segretario generale dell’Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen.
Ø  3 ottobre – La maggior parte dei lavoratori cinesi impiegati presso il bacino minerario di Aynak (provincia di Logar) avrebbe lasciato l’area a causa delle condizioni di sicurezza instabili. Attacchi con razzi e aumento di atti ostili avrebbero indotto i lavoratori e gli investitori cinesi a rivalutare la convenienza dell’attività estrattiva; questa interruzione dovrebbe indurre il governo afghano a migliorare il sistema di difesa dell’area. Il progetto Aynak rappresenta il principale investimento del settore ed è considerato essenziale per la stabilità economica del Paese.
Ø  4 ottobre Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha accusato gli Stati Uniti di «doppiogiochismo» combattendo una guerra contro l’insurrezione armata afghana ma non contro gli sponsor pakistani e, al tempo stesso, di rifiutare un aiuto all’Afghanistan in termini di equipaggiamenti militari necessari per combattere i nemici che attraversano le sue frontiere. Karzai ha minacciato di rivolgersi a Cina, India e Russia per l’acquisizione degli armamenti ritenuti necessari. Infine, ha accusato i media occidentali di influenzare l’opinione pubblica afghana diffondendo “false notizie” e allarmismi sull’eventualità di una guerra civile e di un collasso economico all’indomani del ritiro delle forze della NATO.
Ø  6 ottobre – L’ufficio di presidenza di Karzai ha annunciato l’avvio della privatizzazione della New Kabul Bank (NKB).
Ø  10 ottobre – Il capo del dipartimento del servizio penitenziario afghano, Amir Mohammad Jamshidi, ha dichiarato che vi è il reale rischio di perdere la capacità di controllo all’interno delle strutture carcerarie a causa dell’inadeguatezza delle infrastrutture e della mancanza di personale; Jamshidi ha poi aggiunto che i taliban detenuti sarebbero in grado di pianificare e organizzare attacchi suicidi e altre azioni militari grazie alla connivenza delle guardie carcerarie. Corruzione e traffico di sostanze stupefacenti all’interno delle carceri afghane sarebbero fattori endemici. Particolare preoccupazione desterebbe la struttura carceraria di Bagram, la cui responsabilità è stata recentemente ceduta dagli Stati Uniti alle istituzioni afghane.
Ø  16 ottobre – A causa del mancato impegno da parte del governo afghano in merito allo sviluppo di un National Priority Programme (NPP), così come stabilito in occasione della conferenza di Tokyo dello scorso luglio – in particolare gli ambiti relativi a buona governance, corruzione e diritti umani –, l’Unione europea ha annullato il proprio contributo di 26 milioni di euro destinati allo sviluppo del settore giuridico afghano.
Ø  Problemi per l’industria dello zafferano nella provincia di Herat. Oltre alla riduzione del prezzo, i produttori protestano a causa della politica adottata dai commercianti iraniani che apporrebbero nuove etichette sui prodotti afghani, rivendendoli così a prezzi maggiorati come prodotti iraniani. L’area a maggior produzione di zafferano della provincia di Herat è quella di Pashtun Zarghun, dove l’economi locale si basa al 60% sulla produzione dello zafferano.
Ø  Una fonte taliban avrebbe confermato la disponibilità da parte del principale movimento insurrezionale di una nuova qualità di esplosivo in grado di provocare maggiori danni. A conferma di questa dichiarazione sarebbero i risultati ottenuti durante l’attacco complesso contro la base statunitense di Khost (Fob Salerno). Notizia in un secondo momento smentita dai taliban.
Ø  21 ottobre La Chinese National Petroleum Corp (CNPC), società cinese di estrazioni petrolifere, ha avviato l’attività estrattiva dal bacino di Amu Darya, nel nord dell’Afghanistan. Il governo afghano ha firmato un accordo che consentirà alla compagnia cinese di estrarre petrolio per un periodo di 25 anni nelle province settentrionali di Faryab e Sar-e-Pul. Si calcola che verranno estratti circa 1.950 barili di greggio al giorno.
Ø  20 ottobre – Il presidente Hamid Karzai ha comunicato che non sarà ammessa l’immunità per i militari stranieri a partire dal 2014. Karzai ha discusso la questione con il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen.

venerdì 19 ottobre 2012

CEMISS - Teatro Afghano - Effetti strategici, mediatici e psicologici della triplice offensiva insurrezionale afghana

di Claudio Bertolotti

Tattico, operativo e strategico sono i livelli su cui si muovono i gruppi insurrezionali afghani.
Ma non solo; anche l’amplificazione mediatica e le ripercussioni sul piano psicologico che influiscono sugli sviluppi della lunga guerra afghana sono tenute in forte considerazione dai vertici del principale movimento di opposizione, i taliban, che adottano sul campo di battaglia tecniche e procedure tattiche dalle significative e razionali ripercussioni sul piano strategico: «improvised explosive device», «green on blue» e «attacchi suicidi»... (vai all'articolo)

venerdì 5 ottobre 2012

Oltre 400 talebani pronti ad attaccare il Nuristan



di Claudio Bertolotti
Fonti locali affermano che oltre 400 elementi appartenenti ai gruppi di opposizione armata afghana, e riconducibili al principale movimento insurrezionale dei taliban, sarebbero pronti a sferrare un attacco contro le forze di sicurezza afghane schierate nel distretto di Kamdish, provincia del Nuristan.
Il governatore della stessa provincia, Ghullamullah Nuristani, ha confermato la notizia accusando l’Inter Service Intelligence pakistano di sostenere i gruppi di opposizione operativi in quell’area.
Questo fatto, che non sorprende alla luce degli sviluppi che hanno caratterizzato il conflitto afghano negli ultimi due anni, in estrema sintesi ci dice due cose.
La prima è che i gruppi di opposizione, taliban in primis, dimostrano ogni giorno di più di avere una solida capacità operativa a cui si unisce la ferrea volontà di combattere quella che, nella sostanza, è innegabilmente una guerra di liberazione nazionale alla quale prende parte, direttamente o indirettamente, una significativa porzione della popolazione civile (prevalentemente quella rurale e periferica).
La seconda è che il target principale dell’insurrezione, i mujaheddin della nuova generazione, non è più (o non lo è prioritariamente) il nemico venuto da lontano, l’invasore occidentale (leggasi americano), bensì il «collaborazionista» il «burattino», rappresentato sul terreno dalle sue forze di sicurezza (esercito e polizia), operativamente in grandi difficoltà e che, verosimilmente, si troverà a combattere in prima linea a partire dall’anno prossimo e, progressivamente, con le spalle sempre meno coperte dalle forze statunitensi e della Nato che, incapaci di vincere sul campo la cronica guerra asimmetrica, sono ormai decise a lasciare formalmente l’Afghanistan agli afghani attraverso il processo di «transizione irreversibile».
Prospettiva certamente non rosea per un esercito nazionale che a fatica, e nonostante gli sforzi  è riuscito a raggiungere un livello di operatività inferiore al 20%.
Quello che sarà? Con molta probabilità un’evoluzione della trentennale guerra civile afghana.

WARning. Rivista semestrale di studi internazionali

Cari amici,
come coordinatore del blog Afghanistan Sguardi e Analisi voglio segnalarvi la pubblicazione di una rivista unica nel suo genere (certamente lo è in Italia). Una scommessa di chi ci ha creduto e che si è impegnato per portare a termine questo riuscitissimo progetto. Si tratta di WARning, la rivista semestrale di studi internazionali, ma non solo...

WARning. Rivista semestrale di studi internazionali” intende promuovere la crescita di una nuova e più accentuata sensibilità per le tematiche internazionalistiche, moltiplicando le occasioni di riflessione e di confronto sui fenomeni che, superando i confini dello stato, formano la trama di quell’immenso campo problematico che è la vita internazionale. Le aree d’interesse della rivista spaziano dalla teoria delle relazioni internazionali alla geopolitica, dai Global Studies agli studi europei, dall’analisi della politica estera all’International Political Economy, dalle ricerche sulla pace agli studi strategici e di sicurezza. Tuttavia, come si evince fin dalla scelta della testata, una speciale attenzione viene dedicata al tema della guerra, nelle sue molteplici declinazioni.
La rivista si articola (flessibilmente) in cinque sezioni:
  1. la prima (Focus) contiene più saggi riconducibili a uno stesso tema, di ampio respiro e identificato da un titolo generale;
  2. la seconda (Saggi e ricerche) ospita contributi su vari argomenti, che possono approfondire tematiche consolidate, riproporne di trascurate, o suggerirne di nuove, fornendo magari lo spunto per successive tematizzazioni;
  3. la terza (Interventi e dibattiti) accoglie interventi brevi e dibattiti a più voci su fatti e problemi dell’attualità politica internazionale;
  4. la quarta (Sconfinamenti), diversa dalle precedenti per stile e contenuti, tratta di cinema, arte, letteratura, viaggi e altro ancora, ovviamente sempre in rapporto al tema principale della rivista: la guerra;
  5. infine, chiude ogni fascicolo un’ampia sezione dedicata alle recensioni.
Della riuscita di questa impresa editoriale, che ha il sapore di un’autentica scommessa culturale, siano giudici i lettori, alla cui benevolenza ci appelliamo affinché sostengano la rivista, abbonandosi e contribuendo alla sua diffusione.